La fabbrica della memoria, le sinapsi, il restyling del loft dei ricordi


Le sinapsi, ossia i ‘bottoni’ che collegano i neuroni permettendo alle cellule cerebrali di dialogare tra loro, sono sempre state considerate il luogo dove si fabbrica la memoria. Questo processo richiede la costruzione di nuove proteine: una sorta di ‘cemento’ che tiene insieme i vari mattoni nel castello della memoria.
Ora gli scienziati Usa hanno capito, grazie a ricerche sui ratti, che queste nuove proteine possono essere sintetizzate solo quanto è ‘acceso’ l’Rna, l’insieme di ‘messaggeri’ che che trasportano l’informazione scritta nel Dna dal nucleo (la centrale di comando) al resto delle cellule. Di base l’Rna è come paralizzato da una molecola ‘silenziatrice’, sempre di natura proteica. Ma quando interviene un segnale esterno – per esempio la vista di qualcosa di interessante, oppure un’esperienza insolita e degna di essere memorizzata – questo silenziatore si disinnesca e l’Rna può agire. In altre parole, il ricordo può formarsi ed essere ‘stoccato’ nel cervello.
Secondo Kenneth Kosik, dell’Istituto di ricerca in neuroscienze dell’ateneo californiano, questo spiega un apparente paradosso: il fatto cioè che, quanto una sinapsi si attiva, si osservano contemporaneamente sia la degradazione che la sintesi di proteine. Busillis risolto, dice lo studioso: “La degradazione di proteine permette la sintesi delle nuove”, quindi l’archiviazione di un ricordo in più.