Epatite: minsalute, emergenza C

Nel nostro Paese c’e’ “una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’elevata prevalenza di patologie epatiche croniche e tumori del fegato, causate dalle infezioni da virus dell’epatite B e C avvenute tra gli anni ’60 e ’90”. In particolare, “l’Italia detiene il triste primato in Europa per numero di soggetti HCV positivi e per mortalita’ per tumore primitivo del fegato.

Le persone cronicamente infette con il virus dell’epatite C (HCV) sono circa 170 milioni e si verificano ogni anno 3-4 milioni di nuovi casi. In Italia, l’incidenza di nuove infezioni si e’ ridotta, da un lato per il miglioramento, negli ultimi cinquant’anni, delle condizioni igieniche e socio-economiche della popolazione e per la maggiore conoscenza delle vie di trasmissione; dall’altro, per l’epatite B, grazie all’introduzione della specifica vaccinazione, nel 1991, nel calendario vaccinale per tutti i nuovi nati e – nei primi 12 anni di applicazione della legge- per tutti gli adolescenti compresi nel 12mo anno di eta’. Tuttavia paghiamo lo scotto delle infezioni da epatite B e C negli ultimi 40 anni, che per l’appunto ci collocano al primo posto in Europa per numero di soggetti positivi al virus dell’epatite C e per mortalita’ per tumore al fegato. Data la rilevanza globale di queste patologie, l’OMS, nel 2010, ha ritenuto opportuno indicare a tutti i Paesi, attraverso la Risoluzione WHA 63.18, gli obiettivi da perseguire per affrontare i problemi correlati alle epatiti virali B e C e stimolando ulteriori attivita’ di sorveglianza, prevenzione, controllo e trattamento delle stesse.